Casale Monf.to – La società che avrà l’onore di portare avanti la tradizione e la storia della “stella”, oltre alla prima squadra che giocherà in Promozione, avrà una formazione juniores che sarà iscritta al campionato provinciale under 19. Inizia un “ciclo” nuovo di zecca e la dirigenza ha puntato ad occhi chiusi su un tecnico giovane, estremamente preparato, che negli ultimi anni ha già lasciato un segno tangibile del suo operato. L’ASD Città di Casale che dovrà far crescere i giovani in ottica prima squadra, sarà allenato da Cristian Spinoglio. Il neo-mister nerostellato nelle ultime stagioni ha guidato la Fortitudo Occimiano ottenendo risultati strabilianti. Non solo vittorie (titolo provinciale under 16), ma soprattutto bel gioco ed un progressivo miglioramento tecnico e fisico. Il gruppo a disposizione di Cristian Spinoglio sarà composto da ragazzi nati nel 2005 e nel 2006, con la possibilità di inserire alcuni fuori quota (2004) fino ad un massimo di 4 per partita. 

Ciao mister. Ci parli un po’ di te? Raccontaci il tuo percorso sportivo e calcistico.

“Sono nato a Casale il 4 ottobre del 1994 e tifo Toro da sempre. Calcisticamente ho iniziato con il Casale e a 12 anni sono passato al Pontestura. Due stagioni e poi il trasferimento al San Carlo nella formazione juniores. Qualche apparizione in panchina con la prima squadra e tanti allenamenti con giocatori di indiscusso valore tecnico e umano. In prestito ad Occimiano, ho militato in under 19 e in prima squadra per due stagioni. Infine sono arrivate le esperienze con Stay O Party, Caresana (dove abbiamo vinto i play-off di terza categoria) e Tridinum. Per motivi legati al lavoro ho dovuto smettere ed ho iniziato ad allenare partendo da Ozzano e dai Giovanissimi”.

Quando hai pensato di diventare allenatore?

“All’inizio sono stato chiamato a dare una mano ad Ozzano e la cosa mi è piaciuta fin da subito. Nell’anno della pandemia ho potuto studiare, finalizzando gli studi con il patentino di Uefa C preso nel 2023, anche grazie agli insegnamenti di mister Fiorin, tecnico di provata esperienza e secondo di Filippo Inzaghi al Milan. Alla Fortitudo con Montessoro mi è stato assegnato il gruppo degli Allievi under 16 ed è immediatamente scattata la scintilla vincente con la conquista del titolo provinciale. Nella stagione seguente si è giocato nel regionale under 18 con un team che rendeva un anno agli avversari. Molto bene nel girone di andata; un calo fisiologico in quello di ritorno, ma un finale che ha messo in mostra tutte le nostre migliori qualità”.

Quanto ti è servita la carriera da giocatore per allenare? C’è un mister a cui ti ispiri, qualcuno che ti ha dato qualcosa in più quando giocavi?

“Giocare ed allenare sono due cose molto diverse. Da atleta non ti rendi conto di quanto sia difficile. Dai tutto per scontato. Anche le cose che sembrano elementari come uno stop. Per diventare un buon allenatore devi fare un passaggio mentale che è difficile da spiegare con le parole. Chi mi ha dato di più? Ho imparato da tutti; se proprio devo fare due nomi dico Davide Gamba al San Carlo e Fabio Borlini alla Fortitudo”.

Gli ultimi anni alla Fortitudo sono stati splendidi. Cosa ti da maggior soddisfazione di questa tua esperienza ad Occimiano?

“Alla Fortitudo abbiamo vinto un titolo ed abbiamo espresso un buon calcio, tuttavia le soddisfazioni maggiori arrivano dalla creazione di un gruppo con pochi eguali. Ho visto i ragazzi reagire ai momenti difficili. Far quadrato, assumersi responsabilità e crescere sotto il profilo mentale. L’anno scorso, dopo 5 sconfitte consecutive, potevamo affondare definitivamente nel derby con la Pastor e invece è arrivata una delle prestazioni migliori dell’intero biennio. Questo è solo un esempio, perché di queste svolte ne ho viste tante e dopo ognuna c’è stato un aumento di personalità”.

Avrai l’onore di guidare la prima under 19 del Città di Casale. La squadra della città. La stella della tradizione e del blasone casalese. Quali sono i tuoi propositi, i tuoi obiettivi e come intendi costruire il gruppo che di fatto dovrà integrare quello della Promozione?

“Va detto subito che per me è un sogno. Fin da bambino sono tifoso della squadra della mia città, quella dove ho iniziato a giocare, quella che ho seguito con gli amici. Immaginare di sedermi su una panchina del genere mi carica ed allo stesso tempo mi responsabilizza. Obiettivi? Difficile dirlo adesso. Ci conosceremo nel periodo di preparazione e poi vedremo di fare il meglio in ogni gara. Prima di tutto dovrà esserci la crescita dei ragazzi, attraverso le conoscenze tecniche ed il gioco espresso. Successivamente valuteremo i risultati e se saremo lì a un mese dalla fine, proveremo a dire la nostra. Ho parlato con i dirigenti e credo di aver trovato delle persone in perfetta sintonia con le mie idee”.

 

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