Casale Monf.to – La stagione 2025-26 sarà ricordata negli annali nerostellati come quella della promozione in Eccellenza. Ma non solo.
I numeri totalizzati dal Settore Giovanile sono tali da assumere i contorni di un successo strepitoso, quasi senza precedenti.
Proprio così, perché se nel corso degli anni si sono ottenute vittorie nelle varie categorie giovanili, è difficile che si trovi una stagione dove TUTTE le leve hanno centrato risultati così brillanti contemporaneamente.
In questi giorni è uscita la classifica ufficiale del comitato Piemonte e Valle d’Aosta e il Casale è presente con un quindicesimo posto complessivo di assoluta rilevanza, su 115 club iscritti almeno ad un campionato regionale. In pochi hanno fatto meglio dei giovani nerostellati. Sei società hanno guadagnato tre categorie Elite, nove ne hanno conquistate due, 12 si sono piazzate in una. Il Casale presenterà nel 2026-27 le formazioni under 15 ed under 16 al suddetto campionato di Elite, ovvero al meglio che si possa trovare in regione a livello tecnico. Le qualificazioni sono state conquistate dai ragazzi del 2011 (under 15) e del 2012 (under 14), ma non si deve dimenticare che i nerostellati erano presenti in tutte le competizioni regionali. Tra i primi otto in under 19, quarti in under 17, sesti in under 16, noni in under 18.
Come non parlare di tutto questo con il responsabile dell’area tecnica “agonistica” del settore giovanile, Claudio Manfrin? Da allenatore delle giovanili ha iniziato nel 2008 a Casale, per proseguire con Derthona, ValenzanaMado e Alessandria (under 15 Nazionali). Con i “grandi” vanta esperienze alla Valenzana Mado (secondo di Pellegrini), alla Mado (vittoria in Seconda Categoria) e a Lu (Prima Categoria), queste ultime come primo allenatore.
Innanzitutto complimenti! La prima domanda è la più scontata del mondo: te lo aspettavi un risultato così al primo anno?
“Assolutamente no. L’obiettivo era ridurre il gap con le più forti e credo che ci siamo riusciti. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato al progetto, contribuendo con le loro competenze. In 20 anni da allenatore delle giovanili, non ricordo a Casale un risultato così. In una parola, straordinario”.
Programmazione, crescita individuale e collettiva, gestione dei gruppi dentro e fuori dal campo. Qual’è stata la cosa più difficile da applicare nel corso della stagione?
“Indubbiamente la terza. Abbiamo voluto dare un’impronta di professionalità e farlo con i giovani non è semplice, perché si tratta di un mondo con problematiche diverse, come ad esempio la scuola e la famiglia. I ragazzi sono stati costanti negli allenamenti ed hanno seguito le regole che abbiamo voluto inserire nel loro percorso. Passione e competenza sono indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi e non sono mai venuti meno”.
Analizzando gruppo per gruppo possiamo affermare che…
“Che sono cresciuti tutti e lo affermo con grande soddisfazione. Se vogliamo analizzare i gruppi, credo che i passi avanti più evidenti li abbiamo mossi i 2011 di mister Sergio Roci. Rispetto al quarto posto dell’anno scorso, ai 40 gol incassati ed alle 10 sconfitte, oggi stiamo parlando di un secondo posto, dei play-off, di 20 reti subite e di 4 partite perse”.
Abbiamo visto tanti ragazzi pronti a spiccare il volo. Chi potrà, seguirà il percorso nelle giovanili, ma una parola in più forse va spesa per chi entrerà nel “calcio dei grandi”, dovendo fare i conti con la carta d’identità.
“A questo punto tengo a dire che le classifiche certificano un miglioramento, ma non sono l’obiettivo principale. I ragazzi sono cresciuti e dovranno continuare a farlo. Quelli che hanno terminato il percorso con la juniores sono pronti e meritano una possibilità. A loro “svantaggio” ci sono le aspettative, che sembrano essere maggiori rispetto a chi arriva da altre realtà. Non credo sia giusto e soprattutto onesto. Se siamo arrivati tra i primi in regione, significa che valiamo tanto quanto gli altri e soprattutto meritiamo una possibilità in proiezione prima squadra. L’Eccellenza è una categoria dove noi, con il nostro lavoro, possiamo contribuire in maniera concreta ed importante. Bisogna solamente crederci, tutti insieme, dimostrando che il vivaio è una risorsa legata a doppio filo con la prima squadra e non un fastidio”.
E’ inevitabile pensare già ai prossimi obiettivi, perché è bello potersi sempre migliorare. Tuttavia, il mondo del giovanile insegna che nulla è da considerarsi scontato e che si deve ricominciare sempre da capo.
“Occorre ricordare che il nostro bacino d’utenza è limitato rispetto a quello delle formazioni torinesi. Realtà come Lascaris e Chisola (solo per citarne due) fanno calcio a livello giovanile da molti anni e per noi sono inarrivabili. Mi piacerebbe innanzitutto mantenere i risultati di quest’anno e poi credo che l’under 17 possa fare un bel percorso, inserendosi tra le prime tre. Personalmente, spero che le motivazioni non vengano mai a mancare, perché sono molto più importanti delle classifiche. Con ciò intendo dire che i nostri ragazzi possono diventare una risorsa concreta a livello di prima squadra e qui occorre restare uniti, soprattutto con idee e programmi”.
Ora arriva il difficile: confermarsi a certi livelli. Il club sa perfettamente quanto sia importante il vivaio e saprà fare gli investimenti adeguati per far si che tutto ciò diventi una piacevole abitudine e non sia un episodio isolato. Ma di questo ne siamo certi.

